Coronavirus: cani e gatti non lo trasmettono dice l’ OMS

Coronavirus: cani e gatti non lo trasmettono dice l’ OMS

Senza dubbio il Coronavirus rappresenta una delle minacce più importanti che il mondo si è trovato ad affrontare negli ultimi anni. L’ Organizzazione Mondiale della Sanità ha rilasciato delle dichiarazioni secondo cui il Coronavirus può essere considerato a tutti gli effetti un’emergenza sanitaria globale. Nel panico che ne è seguito in alcune delle zone maggiormente colpite, le persone hanno iniziato a preoccuparsi non solo della propria salute, ma anche di quella degli animali domestici. Sui social media hanno fatto capolino varie foto che ritraevano cani con indosso maschere, che hanno portato gli altri proprietari a chiedersi se gli amici a quattro zampe fossero contagiabili e, di conseguenza, anche un rischio per la salute umana. Ma è davvero così? Vediamo di seguito alcune informazioni a riguardo.

Ecco perché cani e gatti non trasmettono il Coronavirus all’uomo

È ormai risaputo come il nuovo Coronavirus, recentemente ribattezzato COVID19 al fine di connotarlo in maniera più scientifica, abbia avuto origine in un mercato di Wuhan, in Cina. La fonte apparente di questo nuovo virus, un mercato urbano con animali vivi che in qualche modo hanno infettato gli acquirenti, potrebbe aver colpito l’immaginazione del pubblico come uno scenario molto inusuale, a tutti gli effetti come qualcosa di strano o di nuovo. Tuttavia, i virus si sono trasmessi dagli animali agli umani per migliaia di anni, per la precisione dal momento in cui abbiamo iniziato a coltivarli, vivere in mezzo a loro e ucciderli per cibarcene. I virus possono saltare dagli animali agli umani più volte, spesso attraverso i morsi. Ad esempio, la dengue passa dalle zanzare agli animali e il tutto funziona anche viceversa. Tuttavia, le maschere che abbiamo visto su gatti e altri animali domestici nelle foto che arrivano dalla Cina sono eccessive. Per quanto il Coronavirus possa infettare cani e gatti, si tratta della varietà alfa, mentre il nuovo Coronavirus umano è beta: ciò comporta che una proteina chiave al suo interno è talmente diversa da non consentire alle persone e ai loro animali domestici di potersi trasmettere il virus. Stando a quanto riferito dalle recenti stime, le aziende che forniscono maschere per i cani hanno conosciuto un picco nelle proprie vendite, mentre i media riportano in moltissime fonti diverse che alcune comunità in Cina sono state accusate di aver ucciso animali domestici e cani randagi nel tentativo di fermare la diffusione del virus. Lungi dal commettere tali barbarie e confermato che il contagio non avviene da cane o gatto verso l’uomo, anche i proprietari di animali domestici in Occidente si stanno interrogando su quali possano essere gli effetti del virus sui loro animali domestici.

Un parere medico può aiutare

L’ Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che non esiste alcun tipo di prova che dimostri che il Coronavirus possa avere alcun tipo di impatto sulla salute degli animali e, ad ogni modo, non si segnalano eventi particolaro. Certo, i cani possono contrarre determinati tipi di virus, come quello respiratorio canino, tuttavia si ritiene che il Covid-19 non sia una minaccia per gli animali domestici. Ecco dunque che i proprietari che tengono alla salute propria e del proprio amico a quattro zampe non devono fare altro che seguire le precauzioni di salute di buon senso, che includono il lavarsi le mani accuratamente con acqua e sapone dopo ogni contatto. Anche se cani e gatti non necessitano di una mascherina per riuscire a proteggersi dal nuovo Coronavirus, qualora si sia preoccupati oppure si noti un cambiamento notevole nel proprio animale, è consigliabile parlare con un veterinario, riconosciuto come unica fonte affidabile riguardo la salute di cani e gatti. Queste figure specializzate, inoltre, possono fornire importanti ed esaustive informazioni su razza e addestramento, utili a completare l’intero quadro.

Rispettare le normali norme di igiene

Dall’analisi tra i vari focolai di Coronavirus, i centri che studiano la diffusione di malattie nei cani e nei gatti affermano che, nonostante il virus sia emerso da una fonte animale, ora il contagio si manifesta quasi esclusivamente in trasmissioni da persona a persona. A tutti gli effetti, il virus avrebbe benissimo potuto passare inosservato negli animali prima di essere trasmesso agli umani, un aspetto che accomuna l’inizio di molte contaminazioni da virus nelle fasi iniziali, come accaduto per esempio nel caso dell’influenza aviaria, dell’ebola e della Sars. Anche se non ci sono prove che indicano che il cane o il gatto possano infettare gli abitanti di una casa, ciò non significa che si sia esonerati dal lavarsi regolarmente le mani con acqua e sapone dopo averli toccati. Questo perché gli animali possono comunque passare all’umano batteri come la salmonella, ma non sono da ritenersi pericolosi o tantomeno da guardare con sospetto. Basta solo rispettare le norme di igiene, sia tra persone sia con gli animali.