Coronavirus canino, felino e umano

Coronavirus canino, felino e umano

Ultimamente si sente parlare tutti i giorni di Coronavirus, ma lo conosciamo abbastanza? Perché ci fa cosi paura, vediamo insieme di capire cosa è e come si presenta.

Il corona virus rappresenta un insieme di virus molto noti che causano raffreddamenti, problemi respiratori, forte tosse persistente e febbre molto alta. Ha un aspetto simile alla corona visto dal microscopio, ecco da qui il nome che ne segue.

Analizziamo questo virus nel cane, ecco la scienza ci dice che il corona virus canino altro non è che una agente patogeno di natura prettamente virale, il quale provoca una malattia infettiva indipendentemente dalla razza del cane, dall’età e quant’altro.
I sintomi che vanno per la maggiore sono: la perdita di appetito, febbre alta con una temperatura sopra i 40 gradi, una diarrea improvvisa che provoca dolore addominale e cattivo odore delle feci.
Diciamo che la febbre è il sintomo per eccellenza, ci sta fornendo già un indicazione molto concreta tale da ipotizzare un virus nel nostro cane.

Molto importante e da non sottovalutare, questi sintomi sopra elencati spesso coincidono con altre patologie, quindi è bene premunirsi di pazienza ed essere tempestivi nel portare il nostro amico a quattro zampe dal veterinario di fiducia, in modo tale che gli vengano fatti tutti gli accertamenti che servono.
La cura del corona virus canino non è una vera e propria sicurezza, è una sorta di palliativo, bisogna attendere che la malattia volga al termine nel momento in cui fa il suo percorso. E’ una cura che mira ad alleviare i sintomi e a scongiurarne altre complicazioni e patologie a seguire. I metodi di trattamento che vengono utilizzati, possono essere componenti fluidi nel caso il cane fosse disidratato a causa della diarrea, oppure stimolatori dell’appetito, o ancora antibiotici mirati.
Possiamo comunque affermare che, anche se ad oggi non esiste una cura effettiva per il corona virus del cane, è a tutti gli effetti una malattia curabile.

Per quanto riguarda i nostri amici felini, anche loro non restano indenni da questo virus cosi aggressivo.

Cosa accade al nostro gatto?

Intanto iniziamo a fare una distinzione, e si, nei felini abbiamo due tipi di corona virus: virus enterico e virus da peritonite infettiva. Il primo molte volte passa inosservato ed è destinato poi a diventare appunto peritonite infettiva, la quale risulta essere fatale purtroppo.
L’infezione viene trasmessa attraverso le feci, e diverse sono le situazioni durante le quali il contagio può accadere: toelettatura, condivisione di lettiere, ciotole delll’acqua e del cibo.
Purtroppo nei gatti il corona virus o meglio definito Fip, porta alla formazione di un liquido nel torace oppure nell’addome, ma anche noduli negli organi appunto interni.
I sintomi predominanti che si osservano sono legati a febbre, vomito, diarrea, tremore. Il gatto è come se non riuscisse a capire cosa sta accadendo attorno a lui, è immerso in una sorta di letargia mista ad apatia che lo porta verso un insieme di sintomi debilitanti.

La domanda che molti si pongono in questi casi è: il mio gatto può guarire?

Le aspettative di vita purtroppo non sono rincuoranti, si stima che il corona virus felino possa portare a morte in cinque o sette settimane.
Non c’è una vera e propria cura, si può solo cercare di alleviare i sintomi del nostro amico e prestare tutte le attenzioni dovute.
Il corona virus a cui stiamo assistendo da mesi ormai, è un virus che muta velocemente e che attacca l’uomo sotto forma di patogeno infettivo, procurandone tutta una serie di disagi fisici ma non solo.
In realtà questo virus così temuto è una sorta di mutazione del virus primario, per meglio intenderci la cosiddetta Sars.

Sembrerebbe che esistano ben sei tipi di corona virus, ad oggi non abbiamo ancora il vaccino per cercare di curare il covid 19. Viene chiamato cosi proprio perché è una nuova mutazione. Sappiamo che ha un periodo di incubazione di 14 giorni.

Cosa provoca nell’uomo?

Malattie dell’ apparato respiratorio alto, vedi raffreddore che porta a una serie di sintomi come naso che cola, mal di testa, tosse secca insistente. A fare da primate vi è la febbre alta, spesso sintomo di un infezione seria, infatti inizia con un semplice mal di gola e sfocia molte volte in polmonite.

Ecco che con un quadro clinico così a fare attenzione in maniera severa sono gli anziani, le persone affette già da altre patologie e infine i bambini.
Si trasmette con il contatto di fluidi come saliva e muchi nasali, oppure contatto con mani non pulite su occhi, naso e bocca.

Si evince che la maggior parte delle persone guarisce spontaneamente, nei casi più disperati si ricorre invece alla terapia intensiva e a cura antivirale in sostegno del paziente stesso.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]